Ma'rifa
La conoscenza di Dio attraverso il cuore: distinta dal sapere appreso ('ilm), è frutto del cammino, non dello studio.
Maʿrifa viene dalla radice di «riconoscere»: non è un’informazione, ma una conoscenza che coinvolge chi conosce. Il sufismo la distingue dal ʿilm, il sapere acquisito con lo studio e la memoria. La prima matura nel cuore purificato. La distinzione è racchiusa anche nei nomi: lo studioso è ʿālim, chi conosce per esperienza è ʿārif.
Non si tratta di svalutare lo studio, i grandi maestri erano anche studiosi. Ma il sapere spiega ciò che Dio comanda; la ma’rifa fa gustare la presenza di Colui che comanda. Al-Jurjānī, nel Libro delle definizioni, la collega al ḥāl: non una scienza di argomenti, ma lo stato in cui Dio si fa conoscere al Suo servitore.
La ma’rifa matura lungo tutto il cammino: nel lavoro sulla nafs, nella pratica del dhikr e nell’attraversamento delle stazioni. Non si insegna come un corso; accade. Sulla via che vi conduce si vedano tariqa e il rapporto tra sufismo e islam.
