Nafs

L'anima o il sé: la parte dell'uomo che si afferma e che la via educa, dall'impulso al male fino alla pacificazione.

Nafs indica l’anima, il soffio, il sé: ciò che l’uomo chiama «io». Il Corano ne distingue tre stati, ripresi dalla tradizione sufi: la nafs ammāra, che spinge al male (XII, 53); la nafs lawwāma, che si rimprovera e torna su di sé (LXXV, 2); infine la nafs muṭma’inna, l’anima pacificata a cui viene detto: «Ritorna al tuo Signore, soddisfatta e gradita» (LXXXIX, 27-28).

Il murid lavora per educare la nafs, non per distruggerla. I maestri ricordano che è la cavalcatura dell’uomo: la si guida, non la si abbatte. Con la pratica, l’invocazione e l’esame di coscienza, la nafs smette poco a poco di comandare e diventa sede della pace. Suhrawardī fa dello studio delle sue «malattie» il primo compito della guida.

È questo il senso del «grande sforzo» (jihād an-nafs), che la tradizione pone al di sopra del combattimento esteriore. Si veda anche qalb, il cuore velato dalla nafs.