Tawba
Il ritorno a Dio: primo maqām del cammino, il pentimento inteso non come rimorso per un atto, ma come conversione del cuore.
Tawba deriva da tāba, tornare. È il ritorno a Dio, che il Corano chiede a tutti: «Tornate a Dio tutti insieme, o credenti» (XXIV, 31). Nei manuali della via apre l’elenco dei maqāmāt: il cammino comincia quando ci si volge di nuovo a Dio.
Il pentimento sufi non si limita al rimorso per una colpa, che presto può svanire. È un rivolgimento dell’intero cuore, che interrompe l’abitudine di occuparsi d’altro invece che di Dio. Al-Qushayrī riferisce l’insegnamento dei primi maestri: la tawba autentica non lascia spazio a un ritorno al peccato. Chi si pente, inoltre, resta vigile e non presume di essere al sicuro.
La tawba segna anche l’ingresso nella via. Secondo la tradizione, ogni guida la chiedeva a chi bussava alla sua porta, come condizione della trasmissione. Il patto ne è in questo senso la forma esplicita. Per avvicinarsi concretamente alla via si veda trovare un maestro sufi in Francia.
