Kashf

Lo svelamento: la rimozione del velo sulle realtà nascoste, dono di Dio, distinto dalla rivelazione profetica.

Kashf significa svelare, rimuovere un velo. Nel sufismo indica la percezione spirituale che si apre nel cuore purificato: realtà nascoste, come gli stati dell’anima e le tappe del cammino, diventano accessibili a una facoltà che non dipende dalla vista fisica. Il Corano ne offre il versetto di riferimento: «Ti abbiamo tolto il velo (fa-kashafnā ’anka ghiṭā’aka), e oggi la tua vista è acuta» (L, 22).

La distinzione dottrinale è netta: kashf non significa rivelazione (waḥy), riservata ai profeti. Il walī non riceve una nuova Legge, ma una luce su ciò che è. I maestri invitano alla prudenza: lo svelamento non si cerca né si invoca come prova. Chi oppone ciò che «vede» alla sharī’a ha imboccato la strada sbagliata.

Al-Qushayrī dedica al tema un capitolo della Risāla, che tratta anche delle esperienze suscettibili di ingannare. Si vedano ma’rifa, la conoscenza a cui il kashf apre, e sirr, il segreto in cui si deposita.