Sharī'a

La Legge: il cammino tracciato dalle prescrizioni divine, condizione e scorza della via interiore.

Sharī’a indicava in origine il sentiero che conduce alla fonte. Nel Corano designa la Legge rivelata: «Ti abbiamo assegnato una via (shir’a) e un orientamento» (XLV, 18). Ordina gli atti, dalla preghiera al digiuno, dalla giustizia alla condotta morale. È il volto visibile della religione.

Il sufismo non ha mai inteso separarsene. Una formula attribuita ai primi maestri riassume i tre livelli: la sharī’a insegna a servire, la tariqa a camminare, la ḥaqīqa a vedere. Senza la Legge, l’esperienza interiore può scivolare nell’orgoglio o nell’illusione. Per questo i maestri considerano la conformità alla sharī’a il primo segno dell’autenticità di una guida. Al-Junayd, già nel IX secolo, affermava che la via è vincolata al Corano e alla Sunna.

I due piani non sono in opposizione. Sul rapporto tra sufismo e islam e sulle radici della via nella Legge si veda anche l’articolo sul sufismo nel cuore dell’islam.