L'amore del Profeta: la chiave del cammino spirituale
Indice
Insegnamento di Sidi Mounir al-Qadiri Boutchich, shaykh della via, tratto dall’episodio 325 della serie Layali al-Wissal («Le Notti dell’unione»), diffuso il 20 settembre 2026 sul canale della Fondation Al Moultaqa. Testo di accompagnamento redatto dalla redazione.
Estratto di 6 minuti e 50 secondi (da 01:10:54 a 01:17:44). Video integrale originale: Layali al-Wissal, episodio 325, canale della Fondation Al Moultaqa.
Dov’è la chiave del cammino spirituale? Sidi Mounir al-Qadiri Boutchich, shaykh della via, risponde senza giri di parole: nella mahabba, l’amore per il Profeta, pace e benedizioni di Dio su di lui. È lui la chiave di ogni avanzare verso Dio. L’insegnamento arriva a proposito: siamo appena usciti da Rabi’ al-Awwal, il mese in cui la luce muhammadiana è apparsa su questa terra, ed entrati in Rabi’ al-Thani.
«Se amate Allah, seguitemi»: l’amore posto come condizione
Il Corano stabilisce il legame nella sura Al ‘Imran, La Famiglia di Imran (3:31): «Di’: Se veramente amate Allah, seguitemi: Allah vi amerà e vi perdonerà i vostri peccati. Allah è perdonatore, misericordioso».
Amare Dio comincia dunque dal seguire il Suo inviato. E chi è questo inviato? La sura al-Anbiya’, I Profeti (21:107), lo descrive in una sola frase: «E ti abbiamo inviato solo come misericordia per i mondi». L’insegnamento ne dispiega poi i titoli: il diletto di Allah, la migliore delle creature, l’uomo perfetto, una misericordia offerta ai mondi.
Un Corano che cammina: il modello dato ai credenti
Quando ad ’A’isha, che Dio sia soddisfatto di lei, fu chiesto com’era il Profeta, la sua risposta, conservata da Muslim, fu di quattro parole: «Il suo comportamento era il Corano». Il sacro Testo fattosi condotta. E il Profeta stesso riassume la sua missione in un hadith del Musnad di Ahmad: «Sono stato inviato solo per perfezionare i nobili caratteri».
La sura al-Ahzab, I Confederati (33:21), stabilisce che cosa questo significhi per noi: «Avete nel Messaggero di Allah un bell’esempio per chi spera in Allah e nell’Ultimo Giorno e ricorda Allah frequentemente». Sulla via, ogni educazione spirituale attinge da questa luce muhammadiana, al-nur al-muhammadi, alla quale ogni discepolo aspira. Ibn Mashish, nella sua celebre preghiera detta al-Mashishiyya, chiama il Profeta «il velo supremo eretto davanti a Dio». Camminare la via è camminare dietro di lui. Ed è stato questo amore, più dello sforzo da solo, a portare avanti i compagni.
«Ora, o Omar»: la misura del vero amore
Questo amore ha gradi. Non si decreta: va verificato. Un giorno Omar ibn al-Khattab disse al Messaggero di Allah: «Tu mi sei più caro di ogni cosa in questa vita, tranne che di me stesso». Il Profeta replicò: «Per Colui che tiene l’anima di Muhammad nella Sua mano: nessuno di voi crede davvero finché io non gli sia più caro di se stesso». Omar rispose: «Per Dio, ora mi sei più caro di tutto, e di me stesso». «Ora, o Omar», concluse il Profeta. Il hadith è registrato nel Sahih di al-Bukhari (n. 6632).
Questa è la misura del vero amore: un attaccamento che va oltre l’attaccamento a sé. Ibn ‘Ata’ Allah al-Iskandari, l’autore delle Hikam, insegna che questo amore si vive rinunciando all’io. Non si proclama.
I segni che non ingannano
Come sapere se l’amore c’è? Sahl ibn ’Abdullah al-Tustari, riferito da al-Qadi ‘Iyad nel suo ash-Shifa’, espone la catena dei segni: il segno dell’amore per Dio è l’amore per il Corano; il segno dell’amore per il Corano è l’amore per il Profeta; il segno dell’amore per il Profeta è l’amore per la sua Sunna. Ogni anello si verifica nel successivo.
Ma questo amore non si arresta a lui. Il Profeta, pace e benedizioni di Dio su di lui, lo insegna in un hadith riferito da al-Tirmidhi (n. 3789): amate Dio per i Suoi favori e le Sue beneficenze; amate me per raggiungere l’amore di Dio; e amate la gente della mia casa per raggiungere il mio amore. Amare Dio e il Suo Profeta è amare, attraverso di lui, coloro che portano questa luce e ci legano a essa.
Un uomo tra gli uomini, il più vicino a Dio
Tutta la sua vita testimonia questa natura sublime: dolcezza in ogni circostanza, vicinanza alla gente, generosità, perdono, umiltà. Di sé diceva di essere solo un uomo tra gli uomini, con una famiglia, dei figli, delle responsabilità. Eppure nessuno fu più vicino alla gente, e nessuno più vicino a Dio.
Qui sta il segreto dell’educazione spirituale: far nascere in noi il suo nobile carattere, rivestirci delle virtù muhammadiane. Come dice la tradizione: takhallaqu bi akhlaq Allah, rivestitevi degli attributi di Dio, degli attributi del Misericordioso.
Quando l’amore diventa condotta
La pratica, in sé, è semplice da enunciare: rinnovare le preghiere sul Profeta, pace e benedizioni di Dio su di lui, con presenza e amore. Non solo perché è appena finito il mese benedetto di Rabi’ al-Awwal, ma durante tutto l’anno. Con un’intenzione ferma: che questo amore trasformi il nostro comportamento invece di restare un sentimento passeggero.
L’insegnamento si conclude, come d’uso negli incontri della via, con un’invocazione: che Dio ci rivesta delle nobili virtù muhammadiane, ci riunisca vicino al Suo diletto Profeta, protegga il Marocco, sostenga e guidi Sua Maestà e tutta la famiglia reale, e faccia di noi cittadini al servizio del loro paese e dell’umanità, nel rispetto del vivere insieme, dell’amore e della pace.
Dal comandamento coranico di seguirlo alla preghiera quotidiana sul Profeta, il cammino tracciato è quello del suluk, l’andare spirituale come lo trasmette la via Qadiriya Boutchichiya. Per andare oltre: le pagine sulla preghiera sul Profeta, sull’amore nel sufismo, o una sessione di dhikr a Parigi come nelle altre città di Francia.
Domande frequenti
Che cos’è la mahabba nel sufismo?
La mahabba è l’amore, e nel vocabolario della via designa l’amore per il Profeta Muhammad, pace e benedizioni di Dio su di lui. Sidi Mounir al-Qadiri Boutchich la presenta come la chiave di ogni cammino spirituale: non si avanza con il solo sforzo, ma con l’attaccamento a Colui che Dio ha inviato come misericordia per i mondi.
Quale versetto del Corano lega l’amore di Dio al seguire il Profeta?
Il versetto 31 della sura Al ‘Imran, La Famiglia di Imran (sura 3): «Di’: Se veramente amate Allah, seguitemi: Allah vi amerà e vi perdonerà i vostri peccati. Allah è perdonatore, misericordioso».
Qual è la misura del vero amore per il Profeta?
Un hadith riferito da al-Bukhari (n. 6632) la fissa in un dialogo con Omar ibn al-Khattab: un credente non crede del tutto finché il Profeta non gli è più caro di ogni altra cosa, se stesso compreso. Un attaccamento che va oltre l’attaccamento a sé.
Come coltivare giorno per giorno l’amore per il Profeta?
Rinnovando le preghiere su di lui (salawat) con presenza e amore, non solo nel mese di Rabi’ al-Awwal ma durante tutto l’anno, con la ferma intenzione che questo amore trasformi il comportamento invece di restare un sentimento passeggero.
Domande frequenti
Che cos'è la mahabba nel sufismo?
La mahabba è l'amore, e nel vocabolario della via designa l'amore per il Profeta Muhammad, pace e benedizioni di Dio su di lui. Sidi Mounir al-Qadiri Boutchich la presenta come la chiave di ogni cammino spirituale: non si avanza con il solo sforzo, ma con l'attaccamento a Colui che Dio ha inviato come misericordia per i mondi.
Quale versetto del Corano lega l'amore di Dio al seguire il Profeta?
Il versetto 31 della sura Al 'Imran, La Famiglia di Imran (sura 3): «Di': Se veramente amate Allah, seguitemi: Allah vi amerà e vi perdonerà i vostri peccati. Allah è perdonatore, misericordioso».
Qual è la misura del vero amore per il Profeta?
Un hadith riferito da al-Bukhari (n. 6632) la fissa in un dialogo con Omar ibn al-Khattab: un credente non crede del tutto finché il Profeta non gli è più caro di ogni altra cosa, se stesso compreso. Un attaccamento che va oltre l'attaccamento a sé.
Come coltivare giorno per giorno l'amore per il Profeta?
Rinnovando le preghiere su di lui (salawat) con presenza e amore, non solo nel mese di Rabi' al-Awwal ma durante tutto l'anno, con la ferma intenzione che questo amore trasformi il comportamento invece di restare un sentimento passeggero.




