Il rispetto dell'impegno: la riuscita nel Corano

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Lezione di Sidi Yahya El Wahid, imam in Francia, tratta dall’episodio 327 della serie Layali al-Wissal («Le Notti dell’unione»), trasmessa il 4 ottobre 2026 sul canale della Fondazione Al Moultaqa. Intervento in francese, nell’ambito della sua serie ricorrente «La riuscita nel Corano».

Estratto di 6 min 52 s (01:09:03 → 01:15:55). Video integrale originale: Layali al-Wissal, episodio 327, canale della Fondazione Al Moultaqa.

La serie «La riuscita nel Corano» parte da un’osservazione semplice: Dio evoca il falah quattro volte nel Suo Libro, e il termine significa in arabo al-wusul, il raggiungere il proprio obiettivo. Se insiste, è perché vuole la riuscita dell’uomo, e i versetti danno i mezzi per arrivarvi. Gli episodi precedenti hanno commentato «riuscito ha certo chi l’ha purificata» (ash-Shams 91:9) e i versetti d’apertura di al-Mu’minun: i credenti riusciti pregano con raccoglimento e lasciano le vanità (23:1-2). Questa volta la lezione di Sidi Yahya El Wahid, imam in Francia, si ferma sul versetto che li segue: «quelli che custodiscono i loro depositi e il loro impegno» (23:8).

Un impegno che è un deposito

Due parole nel versetto: amanat, i depositi, e ‘ahd, l’impegno. Il dettaglio di lettura è fine: l’impegno è già un deposito, il termine amana lo comprende. Che il Corano lo distacchi per nominarlo a parte segnala il peso che porta. E ci sono in realtà due depositi e due impegni. Il primo lega l’uomo a Dio: è l’amana che Dio ha presentato ai cieli, alla terra e alle montagne, che hanno rifiutato di portarla, e che l’uomo si è caricato addosso (al-Ahzab 33:72). Il secondo lega gli uomini tra loro: «Dio vi ordina di restituire i depositi ai loro proprietari» (an-Nisa’ 4:58). Stessa divisione per l’impegno: un ’ahd impegna con Dio, l’altro con gli uomini.

In presenza di Dio

Per il cuore pieno di unicità, questa distinzione cade: i due depositi non ne fanno che uno, poiché ogni impegno impegna in ogni caso con Dio. L’hadith ne fa la regola della fede stessa: «non c’è fede per chi non custodisce il deposito, e non c’è religione per chi non mantiene il suo impegno». Perché questa fusione? Perché chi si impegna verso una persona lo fa nella presenza divina: «Egli è con voi dovunque siate» (57:4), e non c’è conciliabolo di due senza che Egli sia il terzo (58:7). Dio è il testimone dei nostri impegni; impegnarsi con un uomo è dunque anche impegnarsi con Lui.

Al-Amin, il primo titolo

La lezione ricorda un dettaglio della sira che porta lontano: prima della rivelazione, fra tutte le qualità del Profeta, pace e benedizioni su di lui, quella che il suo popolo metteva avanti era l’affidabilità. Lo chiamavano Muhammad al-Amin, il degno di fiducia. La dignità di fiducia non è una virtù tra le altre: è il prerequisito che rende possibile il cammino verso Dio.

L’impegno presso il maestro

Il passo seguente tocca direttamente la via. Quando il discepolo prende impegno presso il suo maestro, il maestro gli fa sentire che questo patto lo impegna con Dio, poiché l’oggetto della ricerca è Dio solo. Nel momento stesso dell’’ahd, un legame nuovo si annoda con Lui, una porta si apre verso la Sua prossimità. L’impegno non è una formalità d’ingresso: è già un atto di avvicinamento. Nella Tariqa Qadiriya Boutchichiya, di cui la veglia Layali al-Wissal è un appuntamento settimanale, questa pedagogia della parola data fa eco all’insegnamento dello sceicco Sidi Mounir al-Qadiri Boutchich sulla fedeltà al testamento, affrontata nella stessa serata.

La lezione si chiude come è cominciata, sobria: «Che Allah ci permetta di essere degni di fiducia e di rispettare i nostri impegni.»


Lezione di Sidi Yahya El Wahid in Layali al-Wissal n. 327 (Fondazione Al Moultaqa), delimitata da 01:09:03 a 01:15:55. Articolo redatto a partire dalla trascrizione; citazioni riportate fedelmente, riferimenti verificati nella scheda di lavoro. L’ortografia del nome dell’intervenente, restituita dall’annuncio orale, resta da confermare.

Domande frequenti

Quale versetto del Corano lega riuscita e rispetto dell'impegno?

La sura al-Mu'minun (23:8): «quelli che custodiscono i depositi loro affidati e mantengono gli impegni». Il versetto segue le qualità della preghiera raccolta e del distacco dalle vanità.

Qual è la differenza tra deposito (amana) e impegno ('ahd)?

L'impegno è un deposito. Il termine amana comprende l''ahd, ma il Corano lo distingue per nominarlo a parte: segno del peso che porta.

Che cosa dice l'hadith su fede e rispetto dell'impegno?

«Non c'è fede per chi non custodisce il deposito, e non c'è religione per chi non mantiene il suo impegno»: il Profeta, pace e benedizioni su di lui, lega direttamente iman e amana.