La luce muhammadi e lo sceicco educatore

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Intervento di Said Shakir, insegnante di inglese, tratto dall’episodio 325 della serie Layali al-Wissal («Le Notti dell’unione»), trasmesso il 20 settembre 2026 sul canale della Fondazione Al Moultaqa. Pronunciato in inglese; testo di accompagnamento redatto dalla redazione.

Estratto di 13 min 15 s (00:51:30 → 01:04:45). Video integrale originale: Layali al-Wissal, episodio 325, canale della Fondazione Al Moultaqa.

Per la 325ª veglia di Layali al-Wissal, la Fondazione Al Moultaqa apriva una sezione in lingua inglese, come fa regolarmente per il suo pubblico internazionale. Il titolo, annunciato nelle due lingue, annuncia il programma: The Muhammadi Light and the Authorized Educator Shaykh, the case of the Qadiri Boutchichi Order: النور المحمدي والشيخ المربي المأذون، الطريقة القادرية البودشيشية نموذجاً, «la luce muhammadi e lo sceicco educatore autorizzato: la via Qadiriya Boutchichiya come modello».

L’occasione pesa: il Mawlid del 2026 coincideva con la commemorazione di Sidi Jamal, lo sceicco precedente della via. Il discorso si dispiega in due tempi, come in una lezione di lingua: prima definire i due concetti del titolo, poi mostrare come si incontrano.

Una luce venuta da Dio

Primo concetto: il nur muhammadi, la luce muhammadi. Said Shakir la fa scendere dal testo. Sura al-Ma’ida (5:16): «Vi è venuta da Allah una luce e un Libro chiaro.» La luce è il Profeta Muhammad, pace e benedizioni su di lui; la luce è la guida.

Aggiunge un argomento tratto dalla pratica quotidiana. Nel cuore di ogni preghiera, il fedele recita al-Fatiha: «Guidaci sul retto cammino, il cammino di coloro che hai colmato di grazia» (1:6-7). Senza questo versetto, ricorda, la preghiera non è valida: chiedere la guida è il respiro stesso del rituale, cinque volte al giorno.

La guida, nominata senza essere nominata

Sura ash-Shura (42:52): «E in verità, tu guidi verso un retto cammino, il cammino di Allah.» L’oratore rileva una finezza della lingua: il nome di Muhammad non appare nel versetto. Nella retorica araba questa ellissi non è un silenzio: serve la venerazione e tiene l’uditore in attesa, come se il testo si rifiutasse di nominare ciò che supera il nome.

Stesso meccanismo in sura Yusuf (12:108): «Di’: ecco la mia via, chiamo a Dio in piena chiaroveggenza, io e coloro che mi seguono.» La chiaroveggenza, basira, non si ferma al Profeta: coloro che lo seguono chiamano anch’essi in chiaroveggenza. Ecco il secondo concetto del titolo: lo sceicco educatore, autorizzato a guidare.

Vedere con gli occhi, percepire con il cuore

Said Shakir distingue allora due verbi del vedere. Il basar percepisce a occhio nudo; la basira percepisce la verità attraverso cuore, intelletto e conoscenza riuniti. Non è una guida di cieca imitazione, precisa, ma una guida fondata sulla conoscenza di Dio, sulla certezza e sulla prova.

Conseguenza diretta: l’ipotesi che vorrebbe il ruolo di guida del Profeta chiuso alla sua morte viene meno davanti al versetto di Yusuf. Coloro che lo seguono guidano ancora. Resta da sapere chi sono.

Coloro che Dio ama

Risposta per il hadith qudsi delle opere supererogatorie, riferito nel Sahih di al-Bukhari (n. 6502): «Il Mio servo non cessa di avvicinarsi a Me con le opere supererogatorie finché Io non lo ami. Quando Io lo amo, sono il suo udito con cui ode, la sua vista con cui vede, la sua mano con cui afferra, il suo piede con cui cammina. Se Mi chiede, gli do; se cerca rifugio presso di Me, lo proteggo.»

Quel servo amato vede ormai con un’altra vista. Said Shakir gli affianca il hadith della firasa, riferito da at-Tirmidhi nel suo Sunan secondo Abu Sa’id al-Khudri: «Temete la perspicacia del credente, perché guarda con la luce di Allah.» E l’anello che chiude il cerchio, sura Al ’Imran (3:31): «Se amate Allah, seguitemi, Allah vi amerà.» Il seguirlo si fa per amore, e l’amore si paga in chiaroveggenza ricevuta.

Una luce che si trasmette

È su questa base, dice, che i discepoli di Sidi Mounir al-Qadiri Boutchich accorrono verso di lui, da tutto il paese e da oltre. L’oratore risale la linea di trasmissione: Sidi Mounir è stato designato da suo padre Sidi Jamal, questi da suo padre Sidi Hamza, figlio di Sidi al-Haj ’Abbas; una trasmissione attestata, dice, da tre testamenti depositati presso le autorità, e più recentemente da una dichiarazione legale di Lalla Fatiha, moglie di Sidi Jamal e madre di Sidi Mounir, che attesta che suo marito ha scritto il suo testamento prima di morire: la luce, il sirr, fissata nel suo cuore si sarebbe saldamente radicata nel cuore del figlio maggiore.

Appoggia questo riconoscimento sul versetto dei depositi, sura an-Nisa’ (4:58): «Allah vi ordina di restituire i depositi a coloro a cui spettano», e saluta, a nome dei discepoli, una presa di posizione che definisce coraggiosa, destinata a diradare le incomprensioni sul futuro della via.

La sintesi sta in un’immagine. La luce muhammadi venuta da Dio, quella che fa uscire «coloro che credono e fanno il bene» dalle tenebre alla luce, è la stessa luce, lo stesso sirr, saldamente radicata nel cuore di Sidi Mounir. E lo sceicco lo dice spesso ai suoi discepoli: questa luce si stabilisce anche nel loro cuore, quando lo visitano e quando invocano, soli o in gruppo. Il discepolo prova allora la prossimità di Dio e un impulso verso più dhikr, con un cuore presente a Dio piuttosto che un cuore distratto da Lui.

Il sogno di Madagh

L’intervento si chiude su una testimonianza che Said Shakir dice di aver udito dalle labbra dello stesso Sidi Jamal, che la riferiva nelle assemblee. All’inizio degli anni settanta, Sidi Jamal vide in sogno il Profeta venire alla zawiya di Madagh; poi lo vide ammalarsi e morire, poi i discepoli seppellirlo nel mausoleo della zawiya. Al risveglio, raccontò la visione a suo nonno Sidi al-Haj ’Abbas, che se ne rallegrò come di una buona novella: la luce del Profeta sarebbe rimasta in quella zawiya per sempre, e sarebbe cresciuta con la conoscenza e la virtù.

«Restiamo fedeli al nostro patto, conclude Said Shakir, e il patto di un cuore che ama non scade né si cancella.»


Insegnamento di Said Shakir in Layali al-Wissal n. 325 (Fondazione Al Moultaqa), intervento in inglese delimitato da 51:30 a 1:04:45. Articolo redatto a partire dalla trascrizione; citazioni riferite con fedeltà al senso, riferimenti verificati nella scheda di lavoro.

Domande frequenti

Cos'è il nur muhammadi, la luce muhammadi?

È la luce che secondo il Corano è venuta da Dio insieme al Libro (sura al-Ma'ida, 5:16): il Profeta Muhammad, pace e benedizioni su di lui, come guida inviata agli uomini. Nella via Qadiriya Boutchichiya questa luce si trasmette di cuore in cuore, dallo sceicco al discepolo.

Che differenza c'è tra basar e basira?

Il basar è la vista dell'occhio nudo; la basira è la chiaroveggenza del cuore, che percepisce la verità attraverso cuore, intelletto e conoscenza riuniti. Said Shakir sottolinea che la guida profetica, per basira, si prolunga in chi segue il Profeta.

Quale hadith lega l'amore di Dio alla guida dei servi?

Il hadith qudsi delle opere supererogatorie, riferito da al-Bukhari (n. 6502): «Il Mio servo non cessa di avvicinarsi a Me con le opere supererogatorie finché Io non lo ami; quando Io lo amo, sono il suo udito con cui ode, la sua vista con cui vede…»

Perché questo intervento è in inglese?

Le veglie Layali al-Wissal della Fondazione Al Moultaqa aprono regolarmente una sezione in inglese per il loro pubblico internazionale. Said Shakir, insegnante di inglese, vi è intervenuto per il Mawlid 2026.