Murīd

Il discepolo: letteralmente «colui che vuole», chi si è impegnato nella via accanto a una guida.

Murīd è il participio attivo di arāda, volere: il murid è «colui che vuole», chi sceglie di mettersi in cammino. La via nasce dal desiderio del discepolo, mai da una costrizione: non si nasce sufi, lo si diventa rispondendo a una chiamata interiore.

Il murid non è uno studente che acquista un corso. Si è impegnato con il patto accanto a un murshid, e da questo legame deriva una condotta: sincerità d’intenzione, fedeltà alle pratiche prescritte, fiducia nella guida durante le prove. I manuali, come gli ʿAwārif di Suhrawardī, descrivono i doveri reciproci del discepolo e del maestro.

Nella via i discepoli sono chiamati anche fuqarā’, «i poveri», o con affetto ḥabbaïba, «gli amati». Su ciò che questo impegno comporta, si vedano lo stato di discepolo e il dono della guida e la ricettività del discepolo.