Fanā’

L'estinzione in Dio: la cancellazione del sé davanti all'unico Reale, descritta da Junayd come il termine del cammino.

Fanā’ significa estinzione, scomparsa. Al-Junayd e gli altri maestri di Baghdad ne hanno fatto il termine del cammino interiore: si estingue il sé che si contempla, finché il discepolo non si pone più davanti a Dio come un soggetto separato. Il Corano ne offre l’immagine decisiva: «Ogni cosa perirà, tranne il Suo Volto» (XXVIII, 88).

Il fanā’ non è la morte, né l’annientamento del corpo, né, come lo dipinsero i primi orientalisti, un assorbimento panteistico. È il venir meno dell’illusione che l’io sia sovrano: si muore a se stessi per sussistere in Dio. La dottrina lo affianca perciò al baqā’, la permanenza in Dio, da cui lo sceicco torna tra gli uomini.

Nella tradizione della via, lo sceicco è proprio colui che, morto a se stesso, è lasciato da Dio tra i suoi per guidarli. Si vedano le guide della via.