Domande e risposte sul sufismo
Il sufismo solleva domande ricorrenti in chi lo scopre. Ecco le risposte della via, fondate sul Corano, la sunna e l’insegnamento dei maestri. Per le domande legate alla pratica in Occidente (si può essere sufi senza essere musulmani, compatibilità con lo stile di vita, critiche rivolte al sufismo), si veda la pagina Il sufismo in Occidente.
Che cos’è il sufismo?
Ogni persona porta in sé una luce divina, nel più profondo del suo cuore: questa luce è la nostra vera natura. Il sufismo è una via spirituale il cui scopo è riconnetterci a questa realtà luminosa iscritta in noi.
«Conosci te stesso, e conoscerai il tuo Signore.» (Hadith)
«Non ho creato gli uomini e i jinn se non perché mi adorino» (o «mi conoscano», secondo un’altra traduzione). (Corano, LI, 56)
Come avviene questo cammino spirituale?
Questo cammino avviene sotto la guida di un maestro spirituale, che ha già percorso il cammino e ne conosce tutte le tappe. La guida non insegna attraverso libri o parole: trasmette un’influenza spirituale (himma). Sulla ricerca concreta di una guida, si veda Trovare un maestro sufi in Francia.
Questa influenza purifica e illumina progressivamente il cuore del viandante, liberandolo dall’influsso del suo ego, finché acceda a una libertà interiore.
«Non sono gli occhi a essere ciechi, ma i cuori nei petti degli uomini.» (Corano, XXII, 46)
Da quando esiste il sufismo?
Il sufismo esiste dall’inizio dell’islam. Tutte le sue pratiche spirituali traggono la loro fonte dal Corano e dalla sunna, il modello profetico. I quattro califfi «ben guidati» furono gli eredi spirituali del Profeta (pace e salvezza su di lui), poi Hasan e Hussein, i suoi nipoti. Grandi maestri spirituali hanno proseguito questo insegnamento fino ai nostri giorni, all’interno di una catena di trasmissione ininterrotta.
Che cos’è un maestro spirituale?
Il Corano definisce molto precisamente che cos’è un maestro spirituale:
- È un «wali», un «amico di Dio»: un santo, un conoscente in Dio.
- Ma deve essere anche un «murshid», una «guida», autorizzato a insegnare dal proprio maestro ed erede di una discendenza di educatori che risale fino al Profeta.
«È Lui che sceglie i santi.» (Corano, VII, 196)
«Colui che Dio guida è ben guidato, ma colui che Egli svia non troverà un wali-murshid per dirigerlo.» (Corano, XVIII, 17)
Quali sono stati i grandi maestri del sufismo?
Il più grande di essi è il Profeta stesso, «modello eccellente». Ci sono stati poi grandissimi maestri spirituali, come indica questo hadith: «Dio invierà ogni secolo una persona per rinnovare la vostra religione».
Si possono citare Ibn Arabî, Rûmî, Tierno Bokar, Abdel Qader al-Jilani, al-Ghazâlî, Ahmad Tijani, Ahmadou Bamba, Abû al-Hasan al-Shâdhilî… la lista sarebbe troppo lunga. Alcuni furono esperti rinomati delle scienze islamiche prima di diventare sufi, al-Ghazâlî per esempio. Per la discendenza propria della via Qadiriya Boutchichiya, si vedano le biografie di Sidi Hamza, Sidi Jamal e Sidi Mounir.
Come scoprire concretamente il sufismo in Francia?
La via Qadiriya Boutchichiya propone sessioni di meditazione e di dhikr aperte a tutti, senza prerequisiti, in otto città: Parigi, Lione, Marsiglia, Nizza, Montpellier e altre. Il calendario elenca i prossimi incontri. Venire ad ascoltare una sessione è il modo più semplice per farsi un’idea propria.
