Introduzione allo studio del Corano (2): le dimensioni di un versetto

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Le molteplici dimensioni di un versetto coranico, secondo Ibn ’Ajîba

L’Inviato di Dio (pace e benedizioni su di lui) ha detto:

«Ogni versetto possiede un senso interiore, un senso esteriore, un limite e un punto culminante».

Questo hadith rivela la ricchezza multidimensionale del Corano e l’importanza di adottare un approccio adatto a ogni livello di comprensione. Ibn ’Ajîba, nella sua esegesi spirituale, sviluppa quest’idea precisando il ruolo di ciascuno nell’esplorazione di queste dimensioni.

Il senso esteriore (zâhir)

Questo livello è destinato a coloro che analizzano la superficie del testo, come i grammatici e i linguisti. Si concentrano sulle regole della lingua, sulla struttura delle parole e sulla loro articolazione.

Il senso interiore (bâtin)

Questo livello riguarda coloro che si interessano ai significati profondi degli enunciati. Mira a una riflessione intellettuale e a una ricerca delle implicazioni spirituali e morali dei versetti.

Il limite (hadd)

Il limite è la dimensione in cui i giurisconsulti (fuqahâ’) deducono le leggi e le regole giuridiche del Corano. Si sforzano di tradurre i comandamenti divini in quadri legali e pratici applicabili alla vita degli individui e della comunità.

Il punto culminante (muttala’)

Questa dimensione è accessibile ai maestri sufi e agli gnostici (’ârifûn), coloro che hanno raggiunto stati spirituali elevati. Elevandosi al di sopra dei significati letterali e giuridici, essi percepiscono realtà sottili, segreti divini e misteri nascosti che nutrono la loro prossimità con Dio.

La progressione verso il punto culminante

Ibn ’Ajîba ci invita a considerare queste diverse dimensioni come tappe di una progressione spirituale:

Ibn ’Ajîba descrive quest’ultima tappa come uno stato in cui le meditazioni profonde sui versetti conducono a svelamenti (kashf), a dhawq (sapori spirituali) e a una conoscenza diretta (ma’rifa) di Dio. Queste esperienze non possono essere colte né dall’intelletto né dalla semplice riflessione, perché riposano su una grazia divina e su una purificazione del cuore.

Un esempio: «più vicino della vena giugulare»

Prendiamo il versetto seguente:

«In verità siamo stati Noi ad aver creato l’uomo e conosciamo ciò che gli sussurra l’animo suo. Noi siamo a lui più vicini della sua vena giugulare» (Sura Qâf, 50:16).

Questo hadith e la spiegazione di Ibn ’Ajîba ci mostrano che il Corano è una fonte infinita di guida, adattata a bisogni e a livelli di comprensione vari; che la ricchezza dei suoi significati esige umiltà e una ricerca sincera per coglierne tutte le dimensioni; e che la progressione spirituale è un cammino in cui ciascuno comincia dal senso esteriore prima di raggiungere, attraverso la meditazione e la purificazione, le realtà sottili e nascoste.

«Allah innalzerà il livello di coloro che credono e che hanno ricevuto la scienza» (Sura al-Mujâdila, 58:11).

Parte precedente: introduzione allo studio del Corano (1). Si veda anche la struttura del Corano.