Zāwiya
Luogo di vita e di riunione di una confraternita sufi: vi si prega, si pratica il dhikr, si riceve l'insegnamento del maestro e si accolgono i viaggiatori.
La parola araba zāwiya significa letteralmente «angolo», «recesso». In origine indicava il luogo appartato in cui un uomo di Dio si ritirava a pregare; in seguito ha designato l’edificio e l’istituzione sorti attorno al maestro, luogo di culto, scuola, ospizio e accoglienza.
Nella vita di una tariqa la zāwiya è il centro della comunità: vi si tengono le sessioni di dhikr, la guida insegna, i discepoli si riuniscono e i viaggiatori trovano vitto e alloggio. In passato poteva ospitare anche una scuola coranica, offrire rifugio durante le carestie e fungere da tribunale informale per le tribù vicine.
La zāwiya madre della Tariqa Qadiriya Boutchichiya è a Madagh, vicino a Berkane, nel nord-est del Marocco. Qui vissero e insegnarono Sidi Hamza e poi Sidi Jamal; qui arrivano discepoli da tutto il mondo, soprattutto in occasione dei grandi incontri della via. In Francia la tariqa non ha una zāwiya propriamente detta; le sessioni settimanali ne svolgono in parte la funzione di luogo d’incontro. Si vedano la sessione di dhikr e il calendario.
